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LA NOSTRA STORIAimg1

Il Judo Sakura Chiusi nasce nel lontano 1973 presso una piccola palestra nel centro di Chiusi città. Tra i fondatori della società possiamo ricordare Giovanni Sanchini (segretario, maestro, tuttofare), Fabio Frullini, Mario Bisogno, Ignazio Bertucci, Enrico Corli, Mario Gnassi, Paolo Paolucci e Leonello Pulcini che con il loro lavoro hanno contribuito alla crescita e alla diffusione del Judo nella nostra zona.
I colori sociali del club sono il bianco e il rosso. Dopo alcuni anni nei quali i vari judoka ottengono diverse vittorie nei campionati regionali e interregionali con la partecipazione
anche a campionati nazionali, il club si espande e cambia sede spostandosi presso l’attuale palazzetto dello sport nei pressi della stazione F.S. di Chiusi Scalo.
Il consiglio di amministrazione è composto da sei consiglieri e un presidente. Dopo sedici anni di continui progressi e successi la sig.ra Maura Corini ha lasciato la carica di Presidente, carica
che in questo quadriennio (2016-2020) viene rivestita dal sig. Francesco Marinucci.

LE ORIGINI DEL JUDOimg2

Jigoro Kano nacque nell’ottobre del 1860 a Mikage, presso Kone di Hyogo come terzo figlio di Jirosaku Mareshiba Kano, fornitore militare del governo, in una famiglia che da antica data produceva sake: commercianti, dunque. Il ragazzo era di gracile costituzione e di grande intelligenza. Venne soprannominato Nobu-no-suke, dal nome di un antico valoroso samurai di piccola taglia.
Nel Giappone del secolo scorso si può dire che Jigoro Kano proveniva da una condizione sociale tra le migliori; in particolare nella seconda metà dell’800 la mancanza di un qualsiasi titolo nobiliare non era rilevante: era in corso una rivoluzione sociale.
A 13 anni (Meiji 6) il giovane Kano venne mandato a Tokyo presso una famiglia amica, per studiare in una scuola prestigiosa, che avrebbe preparato i funzionari del nuovo Giappone. Kano era in una posizione particolarmente imbarazzante per la sua precoce intelligenza e la riuscita negli studi, cose che suscitavano gelosie: ogni occasione era buona per deriderlo e maltrattarlo approfittando della sua debole costituzione fisica. Si interessò a quell’arte che prometteva ai piccoli e ai deboli una tecnica per contrastare i prepotenti; ma incontrò la ferma opposizione della famiglia a cui era affidato. Molto determinato, chiese a Teinosuke Yagi, un massaggiatore che prestava servizio in casa, alcune lezioni e anche di essere presentato al suo Maestro, Tatsutaro Imai di Kyushin-ryu: quest’uomo diede a Kano i primi rudimenti della sua scuola.
A 17 anni (Meiji 10), entrando alla facoltà di lettere dell’università di Tokyo poté rendersi indipendente, affittando una camera da Asahi Sumpho, prete buddhista proprietario del piccolo tempio di Eisho. Divenne allievo di Hachinosube Fukuda di Tenshin-shin’yo-ryu. Il vecchio maestro Fukuda non faceva molti complimenti nell’insegnare JuJitsu e questa scuola risultò molto formativa per il giovane studente.
Al di fuori delle lezioni al dojo, continuava a ripetere le tecniche apprese sul pavimento ricoperto di tatami, della sua stanzetta di studente, con l’aiuto di un giovane servitore. Quest’uomo doveva accompagnare Kano fino alla morte, vivendo in pieno l’esaltante avventura del Judo. Si chiamava Tsunejiro Yamada, meglio conosciuto come Tsunejiro Tomita.
Nell’università di Kano venne invitato un gruppo di professionisti a dimostrare Ken-Jitsu e Ju-Jitsu agli studenti ed ai professori. Li guidava Kenkichi Sakakibara, esperto di spada, e ad aiutarlo per la dimostrazione di lotta c’era anche un Maestro di Totsuka-ryu. Era il 10° anno di Meiji (1880) e uno studente si prestò volontariamente a praticare con i professionisti; pur dimostrando la sua inferiorità, si vide complimentare per il coraggio e la volontà dimostrata: quello studente era Kano e fu la sua unica apparizione pubblica come combattente.
L’anno prima era morto Fukuda, lasciando a Kano i densho (libri fondamentali) di quel ramo di Tenshin’yo-ryu che il Maestro rappresentava; il fatto valeva come testamento spirituale.
Kano si era subito legato a un altro Maestro dello stesso stile : Masachi Iso, allievo di Mataemon Iso. Nel 14° anno di Meiji anche questo morì, lasciando a Kano altri densho che completavano quelli precedenti. Allora Kano si spinse a conoscere tutti i maestri attivi di Tokyo. Contemporaneamente studiò il Sumo, la boxe e la lotta occidentale.
Dopo un certo tempo conobbe un samurai di 48 anni, che doveva influenzare notevolmente le sue vedute perché gli portava la testimonianza di un’autentica esperienza guerriera. Era Kuwakichi Iikubo, ma il suo nome d’arte era Tsunetoshi Iikubo: il miglior allievo di Motonusuke Takenaka, fondatore di Kito-ryu.
Egli comprese subito il valore di Kano e anche lui donò a Kano i libri in suo possesso, nella speranza di veder rifiorire la scuola di Kito nell’opera del giovane professore.
Il Koshiki-no-kata (Forme delle Cose Antiche) mantiene questa promessa (è chiamato anche Kito-ryu-no-kata). Ma ancor più grande è l’influenza di Iikubo sugli ideali e sul Nage-waza del Judo Kodokan.
Iikubo morì nel 1886, quattro anni dopo la dichiarata fondazione del Kodokan. Quando Kano inaugurò il suo dojo affittando una seconda stanzetta nel tempio di Eisho, Iibubo frequentò inizialmente ogni giorno e ne fu il primo Maestro; nel Dojo di Kanda (il secondo dojo di Kano, posto nella sala da biliardo nel palazzo di un principe) non venne più così spesso, sia per motivi di salute, sia perché era troppo lontano dal quartiere dove abitava e lavorava.

PROGETTO SAKURAimg3

Stiamo faticosamente cercando di organizzare uno stage tra palestre di Judo di tutta Europa che abbiano lo stesso nostro nome, Sakura.